Zuppa di interiora di agnello

    Zuppa di interiora di agnello

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    3ore10minuti


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    Questa zuppa di agnello è rustica e saporita come le ricette di una volta. Tipica della tavola lucana, si realizzava con le interiora scartate dopo aver macellato l'agnello per Pasqua.

    Studenti-di-Matera Basilicata, Italia

    Ingredienti
    Porzioni: 4 

    • 1 fegato di agnello
    • 1 polmone di agnello
    • 1 cuore di agnello
    • 1 cipolla
    • 4 o 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
    • 1 bottiglia (750ml) di pelati a pezzetti
    • 1 pizzico di peperoncino
    • 3 foglie di alloro
    • sale q.b.
    • 1 fedda rossa (bruschetta con pomodoro)

    Preparazione
    Preparazione: 10minuti  ›  Cottura: 2ore  ›  Tempo aggiuntivo:1ora ammollo  ›  Pronta in:3ore10minuti 

    1. Mettere le interiora in ammollo in acqua e sale per qualche ora, cambiando l'acqua un paio di volte. Pulire la cipolla, affettarla e soffriggerla in olio d'oliva.
    2. Aggiungere al soffritto le interiora ridotte a pezzi e i pomodori a pezzetti.
    3. Condire con peperoncino, foglie di alloro e sale. Coprire e lasciar cuocere per 2 ore. Di tanto in tanto aggiungere un po' d'acqua e aggiustare di sale.
    4. Servire la zuppa accompagnata da pane abbrustolito e vino rosso.

    Consiglio

    Questa ricetta è tratta da una raccolta a cura di un gruppo di Studenti di Matera vincitori del concorso “Ricette a memoria” indetto dalla Camera di Commercio di Matera. L’obiettivo del concorso è stato quello di stimolare una ricognizione sulla cucina e le abitudini alimentari tradizionali della provincia di Matera con le sue ricette e collegarle alla Dieta Mediterranea, favorendone la conoscenza e la diffusione. Questa ricetta è di Maria Basile. Ecco la descrizione originale che si legge nel libro: "Certe volte, quando mio padre uccideva gli agnelli per Pasqua, li vendeva ai galantuomini che non volevano le interiora, considerate carne per i poveri. Mio padre allora le portava a casa e subito mia madre le metteva in acqua e sale. Dopo aver cambiato l'acqua un paio di volte alle interiora, puliva la cipolla, l'affettava e la soffriggeva nell'olio che prendeva dallo zinco con un misurino. Dopo aver imbiondito la cipolla aggiungeva le interiora ridotte a pezzi e a questo soffritto i pomodori a pezzetti presi dalla bottiglia. Poi metteva il peperoncino, le foglie di alloro e il sale. Ogni tanto aggiungeva un pò d'acqua e aggiustava di sale. Quando era cotto, metteva tutto in una scodella, lo avvolgeva in un fazzoletto e mio padre se lo portava al "ciddaro" per consumarlo con i suoi amici, accompagnandolo con pane abbrustolito e vino primitivo. Consiglio Mi raccomando se lo fate per vostro marito, razionate il vino sennò potrebbe tornare a casa brillo. Perché: come scende il vino su questo piatto!

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