Da sempre, a Mantova questi morbidi e gustosi dolcetti a base di farina di granoturco si preparano per la ricorrenza di Ognissanti e ogni pasticceria offre la sua versione. La mia nonna raccontava che suo padre era solito uscire presto per comprarli per la colazione di quel giorno di festa e offrirli a lei, alle sue tre sorelle e alla bisnonna. Il profumo di caldidolci che si diffonde in questi giorni dell'anno per le vie della mia bellissima città mi fa puntualmente fare un salto indietro ai giorni dell'infanzia, e mi dà una buona scusa per le ultime passeggiate autunnali prima del freddo. Ma farli in casa è un'altra cosa!
Nella prima fase di preparazione, quando si fa bollire il latte, la cannella e i chiodi di garofano vanno messi in una garza, in modo da toglierli prima di aggiungere la farina gialla.
Se volete lavorare il composto con maggiore facilità, potete aggiungere un cucchiaio di farina bianca che legherà meglio gli ingredienti, ma non esagerate per non coprire il sapore del granoturco. La ricetta tradizionale prevede anche tra gli ingredienti il vino cotto. cioè il mosto non fermentato fatto addensare con una lunga bollitura. Il mosto un tempo faceva parte delle scorte sempre presenti nelle dispense di campagna, ma che ai nostri giorni è piuttosto complicato da reperire o preparare e che, secondo me, aggiunge solo un pò di colore scuro e non migliora il sapore dei dolci.